Iperpigmentazioni cutanee - Mavi 2015

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Iperpigmentazioni cutanee

Area Salute > Dermatologia

Le iperpigmentazioni cutanee, "macchie scure" della pelle, rappresentano un problema di osservazione  piuttosto comune, che può interessare  individui di entrambi i sessi, anche se le donne sono colpite con frequenza maggiore. Esse si manifestano come chiazze rotondeggianti od ovali, di colorito bruno più o meno intenso, di dimensioni variabili da alcuni millimetri a pochi centimetri  e si localizzano soprattutto sul dorso delle mani,  sulla fronte, sulle guance, a cerchio intorno alle sopracciglia, sul mento e occasionalmente possono estendersi anche sul collo. Il termine scientifico per definire tali lesioni è quello di "discromia cutanea" "melanodermia circoscritta" o "melasma", con il quale si intende un’ipercromia cutanea, cioè un accumulo circoscritto di melanina, il pigmento che dà colore alla pelle, prodotto da cellule specializzate dell'epidermide chiamate melanociti.
Come è facilmente intuibile, tali inestetismi si rendono naturalmente responsabili di notevoli problemi di carattere estetico, a tal punto da influire sulla vita di relazione degli individui che ne sono affetti, in particolar modo quando si tratta di giovani donne  con lesioni molto evidenti  e diffuse al volto e al collo. Per tale motivo, da molti anni, il Centro Ricerca della MAVI ha studiato e continua a studiare  il problema  per ricercare la migliore metodica di trattamento che dia i minori effetti collaterali.

Condizioni in grado di determinare la comparsa di iperpigmentazioni, sono l'invecchiamento cutaneo e l'eccessiva esposizione  ai raggi ultravioletti senza adeguata protezione.
E’, infatti, ormai ben noto come i fenomeni di pigmentazione cutanea siano la diretta conseguenza di un aumento si sintesi di melanina ad opera dei  melanociti dermici in seguito a stimolazione da parte delle radiazioni.

Esposizioni incontrollate in soggetti predisposti o che già presentano fattori di rischio quali la gravidanza o l'assunzione di anticoncezionali,  sono tra le più frequenti cause di insorgenza di macchie della pelle. Discromie cutanee possono anche venire osservate in seguito a fenomeni di intolleranza a farmaci o all'uso di prodotti cosmetici. Alcuni farmaci e svariate sostanze chimiche, infatti, sono dotati di attività fotodinamica e fototossica e sono quindi in grado di aumentare l'azione pigmentante delle radiazioni ultraviolette. In caso di applicazione diretta sulla cute di queste sostanze, la risposta pigmentaria risulta potenziata e l'iperpigmentazione che né deriva è più intensa e persistente. Anche alcuni estratti vegetali possiedono una spiccata attività fotosensibilizzante e sono quindi in grado di incrementare la suscettibilità cutanea ai raggi solari, causando un'evidente reazione eritematosa seguita da pigmentazione.
Tra i vegetali più comunemente in causa sono da citare il fico, le carote, il bergamotto, l'arancio, il limone, il prezzemolo e il basilico. Alcune di queste sostanze, contenute in prodotti cosiddetti "abbronzanti" si rendono spesso responsabili di vere e proprie ustioni solari seguite da macchie scure persistenti più o meno diffuse.
Nell'ambito dei prodotti cosmetici, inoltre, una particolare attenzione deve essere rivolta ad alcuni profumi e dopobarba che contengono sostanze fotosensibilizzanti in grado di determinare con elevata frequenza la comparsa di iperpigmentazioni nella sede di applicazione.


 
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